Le Lettere di botanica di Rousseau: la scienza come forma di contemplazione

di | Ottobre 26, 2025
Rousseau e Mme Delessert
Rousseau e Mme Delessert

Con la recente edizione delle Lettere di botanica di Jean-Jacques Rousseau, pubblicata da Aragno, ho voluto restituire al lettore italiano un testo in cui la curiosità scientifica si intreccia con la delicatezza dell’affetto e la pedagogia dell’osservazione. In queste lettere, indirizzate nel 1771 a Madame Delessert, Rousseau unisce la precisione del naturalista all’intimità dell’educatore, costruendo un piccolo trattato epistolare dove la botanica diventa linguaggio morale e contemplazione estetica.

Il lavoro di curatela è nato dal desiderio di far emergere la voce più raccolta e limpida del filosofo ginevrino, spesso oscurata dalle grandi opere politiche e morali. Ho scelto di seguire i manoscritti originali, confrontando le principali edizioni francesi e proponendo una traduzione che restituisse la grazia colloquiale e il tono affettuoso dell’originale, senza rinunciare alla precisione terminologica del discorso botanico.

Lettere di botanica
Lettere di Botanica

L’introduzione e l’apparato di note intendono accompagnare il lettore moderno nel laboratorio di Rousseau: non solo il suo giardino interiore, ma anche il suo metodo di osservazione, la sua idea di “natura seconda” e il legame fra classificazione e sentimento. Le Lettere di botanica sono, in fondo, una piccola enciclopedia sentimentale della Natura — un esercizio di sguardo che educa alla pazienza, alla misura e alla gratitudine verso ciò che vive.

In un’epoca in cui la scienza tende a separarsi dall’esperienza interiore, Rousseau ci ricorda che conoscere significa anche amare. La sua botanica non è una scienza dei nomi, ma un’arte della contemplazione. Ed è forse questo il suo lascito più moderno: l’idea che la descrizione di un fiore possa diventare una forma di etica.

Giovanni Balducci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *